Borsa Tokyo +0,73%. La Cina conferma che continuerà a consentire Ipo a Wall Street. Borsa Hong Kong fin oltre +3%
Borse asiatiche positive: la borsa di Tokyo chiude in rialzo dello 0,73%, ma il focus rimane sulla borsa di Hong Kong, che balza fin oltre il 3% dopo le rassicurazioni arrivate dall’Autorità dei mercati. Borsa hanghai +1,56%, Sidney +0,52%, Seoul +0,18%.
In particolare, in occasione di un meeting virtuale, il vicepresidente della China Securities Regulatory Commission (CSRC) Fang Xinghai ha dichiarato che la Cina continuerà a permettere alle società cinesi di quotarsi a Wall Street attraverso le operazioni di Ipo, fino a quando le regole di quotazione vengano centrate.
Nelle ultime sessioni, bruschi sell off hanno colpito i titoli dei colossi cinesi quotati negli Stati Uniti come Alibaba e Tencent, sulla scia dei controlli più severi che le autorità di Pechino hanno lanciato sulle società, sia per verificare la sicurezza dei dati che l’adozione di eventuali pratiche monopolistiche.
L’indice Hang Seng era capitolato fin oltre l’8% nel giro di due sedute. Oggi è rally per il listino, sulla scia del boom di buy che interessa proprio i titoli più tartassati dalle vendite, come Tencent +9% circa, e Alibaba, oltre +7%.
Meituan balza di quasi +10% mentre il sottoindice hi-tech della borsa i Hong Kong, l’ Hang Seng Tech index vola di oltre +7%.
I mercati accolgono positivamente anche l’annuncio della Fed che, come da attese, ha lasciato i tassi sui fed funds invariati nel range compreso tra lo zero e lo 0,25%, con il numero uno Jerome Powell che ha tentato nuovamente di frenare le speculazioni su un imminente tapering del QE.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.