Al via Gardant, gruppo dedicato ai crediti problematici
Gardant, società nata dall’operazione di riorganizzazione societaria e di scissione da Credito Fondiario di tutte le attività di debt servicing e debt purchasing, è pronta a diventare operativa “nelle prossime settimane”. Il gruppo Gardant sarà specializzato nell’attività di credit servicing e di investimento in crediti illiquidi e deteriorati. Il gruppo sarà guidato da Mirko Briozzo, in qualità di Amministratore Delegato della capogruppo Gardant S.p.A., e da Guido Lombardo, in qualità di Amministratore Delegato di Gardant Investor SGR.
“Oggi annunciamo la nascita di un soggetto che gestisce già oltre 45 miliardi di euro di crediti e che è già un leader in Italia nell’area del credito distressed”, ha dichiarato, Flavio Valeri, Presidente di Gardant, “sono orgoglioso di poter far parte di questo Gruppo così innovativo e ben posizionato su un mercato, come quello italiano, che presenta per il futuro prospettive di crescita davvero interessanti”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.