SWIFT, sei grandi banche supportano la nuova piattaforma per le operazioni finanziarie
Bank of China, Bank of New York Mellon, BNP Paribas, Citi, Deutsche Bank e Standard Chartered hanno annunciato il loro pieno supporto alla nuova piattaforma transazionale di SWIFT, che faciliterà le transazioni end-to-end istantanee e senza attriti ovunque nel mondo. Le sei banche si stanno preparando a sfruttare le nuove funzionalità per abilitare nuovi servizi, migliorare l’efficienza e ridurre i costi quando la piattaforma verrà attivata a novembre del 2022.
“Le nuove funzionalità – tra cui la convalida anticipata dei dettagli del beneficiario, la gestione centralizzata delle eccezioni, l’estensione del canale gpi ai pagamenti di basso importo e nuovi servizi basati sulla ricchezza di dati offerta dallo standard ISO 20022 – saranno le basi fondanti della nuova piattaforma transazionale”, ha comunicato SWIFT, una società la cui rete telematica internazionale di comunicazione tra gli istituti permette lo scambio di operazioni finanziarie.
L’evoluzione della piattaforma si basa sul profondo lavoro svolto dalla comunità SWIFT negli ultimi cinque anni per trasformare i pagamenti internazionali. Le nuove funzionalità e la nuova piattaforma che SWIFT sta sviluppando porteranno questi progressi al livello successivo, assicurando l’interoperabilità con nuovi tipi di pagamento, tecnologie e servizi. Inoltre, faciliterà ulteriori innovazioni e fornirà nuove interessanti soluzioni ai clienti finali insieme a una migliore esperienza cross-border. I lavori per lo sviluppo dei nuovi servizi sono già in corso, e le banche internazionali vedono un grande potenziale nelle capacità della piattaforma sia per i pagamenti che per la gestione delle transazioni in titoli.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.