Dollaro: dopo inflazione Usa, ora test chiave è il Fomc di mercoledì
Viaggia sopra quota 90 questa mattina il dollar index. Ieri il “dollaro è salito sull’onda dell’inflazione USA che anche nell’ultimo mese ha mostrato un incremento molto ampio e superiore alle attese, ma poco dopo ha fatto marcia indietro e ha chiuso al ribasso, e apre in calo anche oggi, seguendo i rendimenti, sull’idea che questa accelerazione dell’inflazione è dovuta a fattori transitori e che quindi la Fed non anticiperà il tapering sulla base di questi dati”, spiegano gli esperti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo secondo i quali il test chiave per il biglietto verde sarà ora il Fomc di mercoledì prossimo.
“Se, pur senza esporsi sul timing dell’annuncio del tapering, la Fed riuscirà a veicolare un messaggio favorevole sull’evoluzione dello scenario domestico, il dollaro dovrebbe almeno in parte beneficiarne, perché se i dati dei prossimi mesi convalideranno tale scenario, le condizioni per l’avvio della svolta di policy si potranno considerare sostanzialmente soddisfatte”, concludono da Intesa.
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Apertura poco mossa a Wall Street, dopo la chiusura di venerdì per festività. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones guadagna 140,53 punti (+0,27%), lo S&P 500 sale di 4,98 punti (+0,07%), mentre il Nasdaq è in ribasso di 42,78 punti. Il petrolio Wti al Nymex perde l’1,55% a 75,41 dollari al barile.
Gens Aurea ha annunciato l’intenzione di procedere alla quotazione delle proprie azioni ordinarie sul mercato regolamentato Euronext Milan. La società ha depositato un prospetto informativo da sottoporre all’approvazione della Consob.
Ferrari ha annunciato l’acquisto di ulteriori azioni nell’ambito del suo programma di buyback, iniziato ad aprile 2026. La società ha investito milioni per riacquistare azioni su EXM e NYSE, aumentando il numero di azioni proprie detenute.