Cina: corrono i prezzi all’industria e quelli al consumo
Corrono i prezzi in Cina. Quelli all’industria sono aumentati al ritmo più veloce in oltre tre anni, nel mese di aprile, sostenuti dal rapido aumento dei costi per metalli, petrolio e altri materiali.
Nel dettaglio, l’indice dei prezzi alla produzione è salito del 6,8% ad aprile rispetto all’anno precedente, accelerando rispetto al +4,4% di marzo.
Su base mensile, l’indice dei prezzi alla produzione è cresciuto dello 0,9%.
Nello stesso mese l’ufficio di statistica ha pubblicato anche il dato sull’inflazione risultato in aumento dello 0,9% rispetto all’anno precedente. L’indicatore è salito dello 0,4% a marzo rispetto al mese prima.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.