Dato su inflazione Usa non scalfisce azioni e bond, il commento di eToro
Le azioni americane continuano a marciare in territorio positivo nonostante il tasso d’inflazione si sia rivelato superiore alle attese a marzo (al momento l’S&P 500 è su dello 0,11%).
“Nonostante i prezzi stiano aumentando un po’ più velocemente del previsto, non è stata la brutta sorpresa che molti temevano”, ha commentato il market analyst di eToro, Adam Vettese, “quando l’inflazione supera le aspettative, di solito vediamo aumentare i rendimenti delle obbligazioni perché gli investitori si preoccupano di un aumento dei tassi di interesse prima del previsto. Tuttavia, oggi è successo il contrario e, allo stesso tempo, l’S&P500 e il Nasdaq sono saliti. Questo ci dice che gli investitori credono alla Federal Reserve quando dice che è disposta a un’economia fuori giri per il momento, nel tentativo di assicurare la ripresa economica. Ciò dovrebbe fornire un vento di coda per le azioni statunitensi nelle prossime settimane, oltre a sostenere il recente rimbalzo dei titoli tecnologici. Ci aspettiamo che l’attenzione del mercato si sposti ora sull’inizio della cruciale stagione degli utili Usa di domani, guidata dai titoli finanziari, dove ci aspettiamo una crescita degli utili di oltre il 25% su base annua”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.