UBS: crescita del PIL rimarrà ostaggio del coronavirus
La crescita del PIL rimarrà ostaggio del coronavirus. Se le nuove restrizioni dovessero protrarsi oltre il primo trimestre di quest’anno, le stime sul PIL e sugli utili societari sarebbero destinate a essere tagliate”. Così Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy, che in una nota scrive:
A medio termine, invece, la virata di Fondo monetario internazionale (FMI), banche centrali e governi verso politiche monetarie e fiscali più espansive sarà un fattore determinante. Si tratta di un cambiamento significativo dopo decenni caratterizzati dal dogmatismo da parte delle principali istituzioni. Negli Stati Uniti, il raggiungimento della maggioranza del Partito democratico anche al Senato potrebbe aprire la strada a maggiori stimoli fiscali accompagnati da politiche redistributive.
La Banca centrale europea (BCE) ha appena incrementato di 500 miliardi di euro il suo programma di acquisti e, indirettamente, quest’anno assorbirà tutto il nuovo debito pubblico emesso dagli Stati membri e gran parte di quello emesso direttamente dall’Unione europea per finanziare il Recovery Fund. Gli sforzi della BCE e l’emissione di debito comune (circa 800 miliardi di euro) hanno significativamente ridotto il rischio Paese percepito dagli investitori, contribuendo a far scendere gli spread all’interno della zona euro.
Questa combinazione di fattori fa sì che la quasi totalità degli operatori di mercato e degli investitori abbia un posizionamento favorevole all’azionario. L’inizio di un nuovo ciclo economico e questo regime di tassi d’interesse estremamente bassi, da molti ritenuto strutturale, possono giustificare valutazioni del mercato azionario al di sopra della media storica. D’altra parte, scarseggiano alternative redditizie in campo obbligazionario senza assumersi rischi significativi di credito e di liquidità.
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La Borsa di Tokyo chiude in forte rialzo con l’indice Nikkei che segna un aumento del 3,29%. I mercati asiatici sono stati sostenuti dalla speranza di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, nonostante le tensioni siano riemerse dopo le minacce di Trump.
The Helicopter Company (THC) ha annunciato un ulteriore ordine di 11 elicotteri AW139 da Leonardo, consolidando la loro partnership e la posizione di THC nel settore dell’aviazione in Arabia Saudita. Questo passo sostiene la Vision 2030 del paese, migliorando l’offerta di servizi come EMS, trasporto VIP e offshore.
Novartis ha riportato profitti superiori alle attese grazie ai nuovi farmaci oncologici, compensando l’impatto dei generici su Entresto. Le vendite del secondo trimestre hanno superato le previsioni degli analisti. Il CEO Vas Narasimhan punta sull’innovazione per guidare la crescita, con nuovi farmaci come Rhapsido che mostrano risultati promettenti.
Donald Trump ha annunciato un dazio del 50% su alcuni prodotti canadesi, in risposta a presunti trattamenti discriminatori. Le nuove tariffe, che escludono risorse come energia e minerali, entreranno in vigore tra 30 giorni, colpendo beni per un valore di 20 miliardi di dollari. Il premier canadese Mark Carney ha espresso la volontà di negoziare per risolvere la disputa.