Macquarie presenta la roadmap per investimenti in linea con la Cop21
In occasione del quinto anniversario dell’Accordo di Parigi, Macquarie Asset Management, uno dei 50 principali asset manager globali e il più grande gestore di infrastrutture al mondo, ha annunciato l’impegno a gestire il proprio portafoglio in linea con l’obiettivo zero emissioni nette entro il 2040.
“Oggi annunciamo una serie di impegni che ridurranno le emissioni di tutto il nostro portafoglio e costruiranno valore sostenibile a lungo termine a beneficio delle nostre portfolio companies, dei nostri clienti e delle comunità in cui operiamo” ha dichiarato Martin Stanley, Head of Macquarie Asset Management, “nei portafogli d’investimento alternativi in cui Macquarie esercita il controllo o un’influenza significativa, l’obiettivo è quello di mettere in atto entro la fine del 2022 piani di business in linea con l’obiettivo net zero emissions di Parigi”.
Questo impegno prevede diverse fasi, che sono già in corso:
- Misurare le emissioni di gas serra di tutte le società del proprio portafoglio
- Identificare i percorsi per ridurre le emissioni
- Sviluppare piani aziendali che contribuiscano a una zero net economy entro il 2040, o prima
- Per i nuovi investimenti, mirare al completamento di queste fasi entro 24 mesi dall’acquisizione
- Lavorare con le portoflio companies con l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 i percorsi net zero emissions secondo l’Accordo di Parigi
- Report annuale dei progressi raggiunti
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.