Kairos: Alberto Castelli sarà il nuovo ceo
Alberto Castelli è stato designato come ceo di Kairos Partners SGR e di Kairos Investment Management SpA e assumerà il nuovo incarico a partire dal 1 gennaio 2021: è quanto comunica la società attiva nel wealth management. A Castelli passerà il testimone Fabrizio Rindi, che dal settembre 2019 ha contribuito a traghettare il Gruppo verso una nuova fase di sviluppo; come già preannunciato, Rindi assumerà il ruolo di Presidente di Kairos Partners SGR.
Castelli diventerà inoltre azionista di Kairos con una quota di minoranza rafforzando dunque il modello di boutique indipendente che il Gruppo ha riconquistato, dopo il recente annuncio dell’ingresso nel capitale da parte di Guido Brera, socio fondatore, e gli storici gestori Rocco Bove e Massimo Trabattoni.
Castelli, 54 anni, lascia BancoPosta Fondi Sgr del Gruppo Poste Italiane, dove ha ricoperto il ruolo di Amministratore Delegato dal 2016, con l’obiettivo di portare Kairos a consolidare il proprio posizionamento di operatore leader nell’innovazione di prodotto e nella creazione di soluzioni di investimento adeguate alle esigenze della clientela privata ed istituzionale, oltrechè delle reti distributive.
Nel suo lungo percorso professionale, iniziato in Fineco, Castelli ha ricoperto primarie posizioni nell’industria dell’asset management, tra le quali il ruolo di Direttore Generale e Chief Investment Officer per la divisione Investimenti Alternativi di Capitalia e Amministratore Delegato di Lehman Brothers Asset Management SGR. Ha anche avuto un’importante esperienza imprenditoriale come partner della società di consulenza finanziaria indipendente Eidos Partners.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.