Borse Usa, per State Street non c’è rischio concentrazione su pochi titoli
Attualmente i cinque maggiori titoli dell’S&P500 rappresentano quasi un quarto dell’indice, mentre Apple è diventata la prima azienda con una valutazione superiore ai 2.000 miliardi di dollari.
Secondo Ben Jones, senior multi-asset strategist di State Street “questo ha fatto insorgere timori su un’eccessiva concentrazione del mercato. Riteniamo che l’attuale livello di concentrazione sul mercato statunitense non sia una novità, oltre ad essere inferiore a quello che osserviamo in altri mercati globali. Inoltre, nei periodi di sottoperformance delle società di maggiori dimensioni e di riduzione della concentrazione, non necessariamente i mercati azionari entrano in una fase di declino. Infatti, c’è una relazione leggermente negativa tra la variazione della concentrazione e la performance dell’indice”.
“Attraverso l’utilizzo di parametri proprietari per determinare la natura sistemica di questi titoli, -prosegue l’esperto di State Street – abbiamo riscontrato che attualmente le cinque maggiori azioni non comportano un rischio sistemico così elevato e che questi parametri sono diminuiti all’aumentare delle dimensioni dei titoli. In breve, un’elevata concentrazione non si traduce necessariamente in un calo delle performance azionarie, quindi riteniamo di poter eliminare questo tema dalle possibili fonti di preoccupazione”
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