18:44 martedì 23 Giugno 2020

Piazza Affari chiude in rialzo grazie al balzo dei titoli del comparto industriale

Acquisti a Piazza Affari, con gli industriali e i bancari a trainare i rialzi. La giornata si è conclusa con l’indice Ftse Mib in rialzo di circa l’1,86% a 19.841,58 punti. Due le tematiche che hanno tenuto banco oggi e che hanno mantenuto l’umore alto: in primis i mercati sono stati sollevati dal fatto che l’accordo commerciale di Fase 1 tra Cina e Stati Uniti è “completamente intatto” e hanno trovato sponda dai positivi dati macro arrivati dalla zona euro e dagli Stati Uniti. In particolare, una boccata d’ossigeno è giunta dalla lettura preliminare dell’indice Pmi Composito dell’Eurozona, che è aumentato ulteriormente rispetto al record minimo storico di 13,6 punti di aprile, toccando a giugno quota 47,5 da 31,9 di maggio. Un dato positivo, sebbene rimangano ancora delle incognite, come quelle legate al mercato del lavoro.

Bancari in gran spolvero a Piazza Affari, dopo le parole del numero uno del Consiglio di Vigilanza sulle banche della Bce, Andrea Enria. Quest’ultimo ha consigliato agli istituti europei di valutare “nuove aggregazioni”, in quanto “la pandemia comprimerà ancora la redditività”. Tra tutti i titoli del comparto bancario corre Mps che vola di oltre il 7,4%, tra le possibili protagoniste in caso di consolidamento del settore. Spunti positivi anche per Banco Bpm +2,8%, bene anche Ubi (+2,9%) e Unicredit (+2,2%). Tra le big bank del Ftse Mib in evidenza anche Intesa Sanpaolo che è salita di circa l’1,7 per cento. Oggi la banca guidata da Carlo Messina ha presentato la nuova divisione Imi Corporate & Investment Banking e il nuovo brand. In particolare, la nuova struttura organizzativa nascerà al completamento dell’iter di fusione per incorporazione di Banca Imi in Intesa Sanpaolo, previsto nel mese di luglio.

La migliore del listino milanese è Fca (+5,8%) che ha riagganciato la soglia di 9 euro. Un rialzo nonostante le previsioni dell’Acea che stima una flessione del 25% delle immatricolazioni in Europa nel 2020. Giornata positiva anche per Buzzi che ha chiuso gli scambi a +3,2% sostenuta anche dalla valutazione di Societe Generale che ha avviato la copertura con rating buy.

Sotto i fari Telecom Italia (-0,2%). Per il gruppo guidato da Luigi Gubitosi è il tema rete unica a restare in primo piano, soprattutto dopo l’intervento di Beppe Grillo che mantiene alta la pressione politica sulla questione. “Il progetto è stato spinto in modo molto aggressivo da Grillo sul suo blog con uno scenario che prevederebbe l’incremento della quota di Cdp in Tim dal 10% al 25% e l’uscita di Vivendi (sembra di capire con la cessione del pacchetto alla stessa Cdp, ipotesi però non percorribile perché farebbe scattare l’Opa)”, sottolineano gli analisti di Equita che mantengono la raccomandazione di acquisto (rating buy) su Telecom Italia, con target a 0,47 euro. Più probabile, secondo Equita, un progetto che porti Cdp a salire al 25% di Tim grazie alla fusione tra Cdp e Open Fiber e poi un’uscita di Vivendi sul mercato nel momento in cui Tim si fosse rivalutata in modo da lasciare Cdp come socio di riferimento in Tim appena sotto la soglia d’Opa.

Segno meno, seppur con cali contenuti per Snam (-0,4%). Il gruppo, in consorzio con alcuni tra i più importanti fondi di investimento internazionali, ha raggiunto un accordo con The Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC), uno dei maggiori operatori energetici al mondo, per un investimento nelle infrastrutture energetiche degli Emirati Arabi Uniti.

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