Germania: commercio in forte frenata in aprile, crolla export (-31% annuo)
Brusca frenata per il commercio estero tedesco ad aprile a causa del blocco imposto dall’epidemia di Covid-19. L’avanzo commerciale corretto dagli effetti del calendario è crollato a 3,8 miliardi di euro rispetto ai 12,8 miliardi di marzo (dato rivisto da 12,2 miliardi) e risulta molto al di sotto dei 10 miliardi stimati dagli analisti.
Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio Federale di Statistica (Destatis), le esportazioni sono crollate del 24% su base mensile (-11,7% a marzo), risultando sotto il consensus (-15,6%), mentre su anno segnano un -31,1%. Le importazioni hanno registrato un decremento del 16,5% su mese dopo il -5% registrato a marzo, contro il -16% stimato, ed un -21,6% su anno.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo