Merian Global Investors: oltre il dato trimestrale, la Cina è già in ripartenza
“Nonostante i titoli sensazionalistici, il calo del 6,8% del Pil cinese nel primo trimestre è un dato già superato dai mercati, mentre le misure di lockdown vengono rimosse in tutto il Paese. La produzione industriale nel mese di marzo è diminuita soltanto dell’1,1%, il che implica che gran parte del settore manifatturiero dell’economia è tornato al lavoro. Le vendite al dettaglio sono scese del 15,8% a marzo, ma si trattava già di una ripresa rispetto al -20,5% di febbraio, e le vendite online sono aumentate del 3%”: sono questi alcuni dei dati sui cui ha messo l’accento Nick Payne, Head of Global Emerging Market Equities, Merian Global Investors.
“Dalle recentissime conversazioni con i due retailer cinesi di abbigliamento che deteniamo in portafoglio è emersa una costante ripresa dell’apertura e del traffico, e una certa cautela da parte dei consumatori. Sia Anta Sports che JNBY riferiscono che quasi tutti i loro punti vendita sono aperti e il traffico si sta attestando su livelli pari al 60-80% rispetto alle medie storiche, che si prevede raggiungeranno il 90-100% entro la metà dell’estate. È interessante notare che sia i dati che le aziende confermano che i loro canali online hanno visto una forte domanda durante la fase di lockdown, il che conferma la nostra fede nella potenza del modello di vendita al dettaglio online e omni-canale”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.