Petrolio: prezzi in frenata dopo exploit di ieri (seduta migliore di sempre)
Tornano a scendere i prezzi del petrolio dopo i forti rialzi della vigilia. Il Wti maggio arretra di oltre il 5% e torna sotto i 25 dollari al barile, il Brent giugno cede nella stessa misura e si muove sulla soglia dei 28 dollari la barile.
Seduta migliore della storia quella di ieri, con il +25% del Wti e +21% del Brent: a far volare le quotazioni è stato un tweet del presidente Usa Trump sui colloqui da cui sarebbe emersa la sostanziale disponibilità di Mosca e Ryiad a un taglio di 10 milioni di barili al giorno di produzione.
Oggi è in programma un incontro alla Casa Bianca con i principali gruppi petroliferi Usa per discutere ei libelli produttivi in Texas.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.