Wall Street: parte male il secondo trimestre, DJ (-4%) torna sotto 21 mila punti
Parte male il secondo trimestre per la Borsa americana con gli investitori che temono che l’emergenza legata alla pandemia da coronavirus possa durare più a lungo di quanto inizialmente previsto.
Nel frattempo, continua a scivolare il petrolio che oltre alle divisioni all’interno dell’Opec, subisce pressioni dall’aumento superiore alle attese delle scorte americane. Il greggio a maggio ha perso 0,18 dollari, lo 0,8%, a quota 20,31 dollari al barile.
Nel finale, il Djia è scivolato nuovamente sotto quota 21.000 (- 973,65 punti, il 4,44%, a quota 20.943,51). Mentre l’S&P 500 ha ceduto 114,09 punti, il 4,41%, a quota 2.470,50. E il Nasdaq è arretrato di 339,52 punti, il 4,41%, a quota 7.360,58.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.