Germania: allarme Ifo, coronavirus rischia di costare oltre 700 miliardi
A causa del coronavirus la Germania potrebbe subire una contrazione del PIL fino a 20 punti percentuali, la perdita di milioni di posti di lavoro e un costo di oltre 700 miliardi di euro.
E’ la previsione fosca del think tank tedesco Ifo, che spiega come i costi probabilmente supereranno tutto cio’ che abbiamo visto in Germania in termini di crisi economiche o catastrofi naturali negli ultimi decenni.
Due gli scenari delineati.
Il primo che prevede un arresto parziale di due mesi: in tal caso l’economia della Germania rischia di perdere tra 7,2 e 11,2 punti percentuali.
Un arresto parziale di tre mesi provocherebbe una contrazione compresa tra 10 e 20,6 punti percentuali.
Per Ifo si potrebbero perdere fino a 1,8 milioni di posti di lavoro e sei milioni di lavoratori potrebbero essere costretti a programmi di lavoro part-time.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo