Europa, 2019 record per gli investimenti in immobili non residenziali. Milano: +25%
Gli investimenti in immobili non residenziali in Europa hanno toccato i 281 miliardi di euro nel 2019, in aumento del 3% rispetto al precedente record del 2018. Lo ha calcolato Bnp Paribas Real Estate, precisando che nel quarto trimestre sono stati realizzati oltre un terzo degli investimenti complessivi dell’intero 2019. “Questo risultato appare ancora più straordinario se si tiene presente che il Regno Unito, storicamente il più grande mercato europeo in termini di real estate, è stato frenato (-18%) per il secondo anno consecutivo a causa dei dubbi sulla sua futura collaborazione con i paesi dell’Unione Europea”, scrive Bnp Paribas Real Estate, “anche i Paesi Bassi (quarto mercato europeo) hanno registrato un calo delle transazioni (-28%). Le performance degli altri due principali mercati, ossia Germania (+19%, 12 miliardi di euro) e Francia (+19%), nonché di altri grandi mercati come Svezia (+44%), Italia (+41%) e Irlanda (+84%), hanno compensato i cali degli altri Paesi spingendo gli investimenti 2019 al di sopra del dato del 2018.
Gli uffici rappresentano ancora la principale categoria di asset a livello europeo, avendo attirato il 47% degli investimenti (+6%).
Fra le maggiori città Milano ha visto un incremento degli investimenti in immobiliare non residenziale del 25%, livello più alto mai raggiunto. Berlino ha segnato un +22%; Madrid +16%; Bruxelles +42%. In calo di Parigi, -6% per mancanza di offerta, Varsavia, Lisbona (entrambe in calo dell’8%) e Dublino (-17%). Londra ha tenuto duro e, dopo un anno 2018 eccezionale, ha archiviato il 2019 con volumi locati in calo del 19%.
Breaking news
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.
Poste Italiane ha registrato ricavi record di 6,8 miliardi di euro nel primo semestre 2026, grazie a una crescita in tutte le aree di business. L’utile netto è aumentato del 4%, mentre la raccolta netta nei prodotti di investimento ha raggiunto 2,7 miliardi di euro. La strategia aziendale è stata ulteriormente rafforzata con un nuovo accordo per la distribuzione del risparmio postale e un focus sull’intelligenza artificiale.