Coronavirus spaventa i mercati, Wall Street in calo
Chiusura in ribasso per Wall Street, che ieri ha terminato la seduta in ribasso dopo che il Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) ha confermato il primo caso negli Stati Uniti di persona infetta dal misterioso coronavirus cinese.
Sul fronte della politica interna, l’attenzione è per l’inizio del processo di impeachment in Senato contro il presidente Donald Trump. Il petrolio a marzo a New York ha ceduto 0,20 dollari, lo 0,3%, a quota 58,38 dollari al barile.
Il Djia ha perso 152,06 punti, lo 0,52%, a quota 29.196,04. L’S&P 500 ha ceduto 8,83 punti, lo 0,27%, a quota 3.320,79. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 18,14 punti, lo 0,14%, a quota 9.370,81.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.