18:54 giovedì 12 Dicembre 2019

UCapital24 e Assoimprese contro l’emendamento alla “Tobin tax”: sparirebbero i Cfd in Italia

UCapital24, primo social network economico-finanziario al mondo, quotato sul mercato AIM Italia, ha ricevuto da Assoimprese e altri soggetti interessati “la delega nel dialogo con gli organi di vigilanza, di governo e della stampa affinché si modifichi l’emendamento 47.9 alla legge di bilancio (AS 1586) comma 3-ter riguardante la “Tobin Tax”, approvato presso la commissione Bilancio del Senato.

L’emendamento in questione è intervenuto rimodulando l’imposta sulle transazioni per strumenti finanziari: l’aliquota dello 0,4% come da formulazione originaria, o dello 0,04% come da ipotesi di correzione circolate a mezzo stampa, viene ora applicata a tutte le transazioni CFD (contratto per differenza) “indifferentemente dalla natura dell’attività sottostante che determina la variazione di valore nei contratti per differenza”.

“Si tratta di una modifica normativa la cui formulazione, a nostro modo di vedere, rischia di cancellare il mercato dei CFD in Italia poiché calcolata in misura percentuale sul valore nozionale di tutti i CFD e di conseguenza altamente penalizzante anche per i contratti derivati conclusi da imprese manifatturiere a copertura dei rischi di cambio e variazione dei prezzi delle materie prime da loro utilizzate. Ci saranno quindi ricadute negative dal punto di vista fiscale, nazionale e occupazionale, oltre che effetti disastrosi per le nostre imprese. Stiamo collaborando da ieri sera con gli organi predisposti per modificare l’emendamento sia nella versione originaria sia nell’eventuale nuova formulazione allo 0,04%.”, ha commentato Gianmaria Feleppa, fondatore e CEO di UCapital24.

Secondo un’analisi effettuata da UCapital24 sull’impatto che l’approvazione di tale emendamento produrrebbe sull’operatività reale emergono le seguenti criticità:

  1. “E’ verosimile attendersi che l’emendamento non produrrà maggiore gettito: il nuovo regime fiscale è così oneroso da avere l’effetto di annullamento totale della convenienza di effettuare transazioni tramite contratti per differenza.
  2. Se il presupposto dell’intervento era rivedere l’ambito di applicazione della tassazione sulle transazioni finanziarie del 2012 per creare ulteriore gettito, con il fine di coprire finanziariamente le finalità dell’emendamento, così come congegnata l’imposta rischia di produrre effetti finanziari nulli se non negativi, costringendo gli operatori a non praticare più questa attività nel Paese e anche a rivedere i piani di business a livello europeo e la propria presenza sul territorio. L’effetto sarebbe molto negativo per l’industria una con conseguenti ricadute negative dal punto di vista fiscale, occupazionale, di capacità di innovazione e di indotto.
  3. L’emendamento imporrebbe un maggiore costo a tutti quei soggetti (commerciali e non) che svolgono attività di copertura con i CFD che hanno costi estremamente più bassi.
  4. L’emendamento non produce maggiore protezione per i consumatori poiché l’effetto della tassazione porterebbe gli stessi a rivolgersi ad operatori non regolamentati anche extra UE che non sono sottoposti alle medesime stringenti regole di vigilanza, aumentando quindi il rischio per la protezione del pubblico risparmio che si cerca di promuovere. Le truffe online che si intende stroncare sono spesso condotte da fuori i confini dell’unione europea, da soggetti sprovvisti di qualsiasi licenza che sfuggono in quanto totalmente estranei alla supervisione degli organismi di vigilanza.
  5. Sempre nell’ambito della protezione di consumatori e anche di lavoratori del settore, l’abuso della pratica del call center, spesso al di fuori del territorio italiano e comunitario, sia da parte di operatori autorizzati che da operatori non autorizzati e fraudolenti che generano gran parte delle truffe, non verrebbeviene intaccato in nessun modo.

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