Equita, ricavi e utili in crescita nei primi nove mesi
Il consiglio d’amministrazione di Equita Sim ha approvato i risultati relativi ai primi nove mesi dell’anno, attestado il miglioramento dei ricavi netti e dell’utile netto consolidati. Rispettivamente le due misure sono cresciute del 6% e del 4% a 38 e 5,6 milioni di euro. Il Cda ha confermata l’intenzione di proporre nel 2020 la distribuzione di un dividendo tra 0,18-0,20 euro per azione (rispetto ai 22 centesimi per azione distribuiti a maggio 2019. Quanto alla solidità patrimoniale, il Total Capital Ratio si è attestato al 23%, in territorio ampiamente superiore ai minimi richiesti.
Approvati anche gli obiettivi di Equita per il medio-lungo termine:
- Generazione e diversificazione dei ricavi: target di ricavi netti a Euro 75 milioni
- Disciplina sui Costi e focus sulla profittabilità: target di marginalità netta al 20%
- Crescita delle masse in gestione: target di asset in gestione a euro 2 miliardi
- Patrimonializzazione e remunerazione per gli azionisti: Total Capital ratio superiore al 15% e dividend payout ratio al 90%, in linea con la media degli esercizi precedenti
- Forte commitment sulla sostenibilità per integrare gli aspetti economici del business con quelli ambientali, sociali e di governance. Approvato un piano di Corporate Social Responsibility e nominato un Comitato Csr.
“I risultati del terzo trimestre del 2019 evidenziano una crescita dei Ricavi Netti (+6%) e dell’Utile Netto (+4%). Se si escludono gli impatti non ricorrenti, sia il Global Markets che l’Alternative Asset Management hanno contribuito positivamente alla crescita dei ricavi”, ha commentato l’ad di Equita Andrea Vismara, “anche l’Investment Banking mostra segnali positivi: dopo un primo semestre caratterizzato da poche operazioni sul mercato italiano, la traiettoria dei risultati suggerisce un miglioramento trimestre dopo trimestre”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.