BNY Mellon: “L’Europa? Si sta giapponizzando”
“Dopo l’ultimo meeting della Banca Centrale Europea, il mercato ha già iniziato a incorporare nei prezzi delle obbligazioni le aspettative di un modesto taglio dei tassi e la ripresa dei piani di acquisti titoli. Difficilmente una riduzione contenuta dei tassi, che potrebbe forse attestarsi al -0,10%, sarebbe in grado di invertire le sorti dell’economia europea. Per di più, malauguratamente, una decisione simile manterrebbe la struttura di tassi negativi che è così dannosa per il settore bancario e per i risparmiatori”.
Così Paul Brain, Head of FIxed Income di Newton IM (società di BNY Mellon Investment Management), sulle politiche monetarie e fiscali della Banca Centrale Europea, che aggiunge:
“Altri stimoli, come un piano di acquisto titoli e l’offerta di liquidità alle banche, possono essere d’aiuto, ma sempre più spesso ai governi è richiesto di intervenire con piani di stimoli fiscali. Il rallentamento dei commerci globali, in corso sin dalla metà dell’anno scorso, sta mettendo alla prova le politiche monetarie. Lo scenario di tassi a livelli costantemente negativi suscita dei dubbi sulla stabilità economica. Molti ritengono che le politiche fiscali saranno la prossima mossa per intervenire sui mercati europei. Di qui in avanti, l’ossessione dei mercati per le mosse delle Banche Centrali potrebbe essere affiancata da una maggiore attenzione ai processi politici”.
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Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.