Bloomberg, dazi: ecco il prezzo che pagherà l’economia globale
L’escalation della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti potrebbe costare 600 miliardi di dollari del PIL globale entro il 2021. A dirlo un’analisi di Bloomberg ricordando che a inizio maggio, gli Stati Uniti hanno aumentato le tariffe doganali su 250 miliardi di dollari delle esportazioni cinesi al 25%, mentre la Cina ha risposto aumentando le sue tariffe su alcune merci statunitensi dal 5% al 25%.
I presidenti Donald Trump e Xi Jinping si incontreranno al vertice del G-20 di giugno, ma gli analisti temono che il crescente conflitto commerciale sarà con tutta probabilità lungo e costoso per l’economia mondiale. Gli economisti di Bloomberg in particolare stimano che entro il 2021 il PIL cinese e quello statunitense sarebbero rispettivamente dello 0,5% e dello 0,2% più bassi, rispetto a uno scenario di non guerra commerciale, mentre anche la produzione globale diminuirebbe.
Breaking news
Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.