Asta Tesoro: rendimento in salita per i BTp a cinque anni, record da fine novembre
Rendimenti in crescita per i BTp collocati oggi all’asta dal Tesoro. Nel dettaglio è stata emessa la quinta tranche del titolo a 5 anni (scadenza 01/07/2024) per 1,886 miliardi a fronte di una richiesta pari a 3,357 miliardi con rendimento in crescita di 9 centesimi all’1,81%, segnando un record dalla fine di novembre dello scorso anno.
In asta è stata collocata anche la settima tranche del BTp a 10 anni (scadenza 01/08/2029) che a fronte di richieste per 3,525 miliardi l’emissione è stata pari a 2,75 miliardi. In tal caso il rendimento si è attestato al 2,60%. Infine è stata collocata la nona tranche del CcTeu (scadenza 15/01/2025) per 750 milioni a fronte di una domanda totale pari a 1,765 miliardi e rendimento in salita di 18 cent rispetto alla precedente asta, all’1,95%.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play