Benzina, dopo giro di vite su sanzioni Iran sale il prezzo alla pompa
L’Osservatorio carburanti del Mise ha rilevato prezzi in rialzo per la benzina, arrivata a costare oltre 2 euro al litro in alcune aree di servizio autostradali. Sull’A1 Milano-Napoli, si pagano 2,041 euro al litro nell’area Lucignano est (Arezzo) al servito; 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze); 2,071 a San Pietro (Napoli); 2,020 San Zenone est (Milano).
Il prezzo medio per la verde “self service” è di 1,618 euro al litro (23 aprile), il gasolio passa a 1,518 euro al litro.
I rincari seguono l’inasprimento delle sanzioni americane sull’Iran, che hanno rimosso le esenzioni in vigore per le importazioni italiane di petrolio da Teheran.
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Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.
Sotto la lente i numeri trimestrali di Oracle, ma soprattutto i piani spesa per AI
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