Apple, come disattivare la funzione iPhone che memorizza dove siamo stati
Una funzione assai nascosta, di cui pochi conoscono l’esistenza permette all’iPhone di raccogliere le “posizioni frequenti“, ovvero una serie di luoghi che l’utente ha visitato. Anche se Apple fa sapere di non poter accedere a queste informazioni, è legittimo desiderare la chiusura di questa localizzazione costante degli spostamenti. Per farlo bisogna accedere alle impostazioni, sezione “privacy”, “localizzazione”, fare scroll fino in fondo alla voce “servizi di sistema”. Giunti a questo punto, nuovamente nella parte bassa della lista, accedere a “posizioni frequenti”: è qui che sarà possibile visualizzare la cronologia delle nostre visite, con informazioni dettagliate sui luoghi più visitati. E’ possibile a questo punto cancellare la cronologia e disattivare la funzione.
Per capire nel dettaglio come Apple giustifica questa oscura funzione, e i servizi ad essa connessi, questa è la pagina ufficiale.
Breaking news
Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.