ETF europei: ottimo inizio d’anno, raccolta netta triplicata a gennaio
Triplica a gennaio la raccolta netta di nuovi capitali nel mercato degli ETF europei, passando a 7,6 miliardi di euro contro i 2,5 miliardi di euro di dicembre. Così rende noto l’analisi di Lyxor sui flussi europei degli ETF relativa al mese di gennaio 2019.
I flussi verso gli ETF azionari hanno registrato un rimbalzo (+1,6 miliardi di Euro rispetto a -1,5 miliardi di Euro), sostenuti dai cospicui afflussi verso le azioni dei mercati emergenti, che hanno registrato il migliore inizio d’anno di sempre (+2,4 miliardi di Euro). Gli ETF su azioni dei mercati sviluppati hanno invece avviato l’anno con una nota negativa, a causa dei significativi deflussi (-2 miliardi di Euro) messi a segno dalle azioni statunitensi. Le difficoltà attraversate di recente dalle azioni europee persistono, in un contesto di incertezze politiche ed economiche (-1,3 miliardi di Euro). Gli ETF obbligazionari, dopo i risultati deludenti del 2018 rispetto a quelli azionari, hanno messo a segno il migliore risultato mensile di sempre (+6,2 miliardi di Euro), trainati dai titoli di Stato dei mercati sviluppati e di quelli emergenti (rispettivamente +2,2 miliardi e +2,4 miliardi di Euro). Gennaio è stato un mese molto positivo anche per gli ETF Smart Beta, con 1,4 miliardi di Euro di nuovi capitali raccolti, cui hanno contribuito strategie quality ed ETF income-generating. Si è trattato effettivamente del secondo miglior mese per gli Smart Beta nell’arco dell’ultimo anno. I deflussi apparentemente interminabili dagli ETF su commodity non accennano invece ad arrestarsi (-208 milioni di Euro).
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Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.