Davos, Lagarde (FMI): rischi di frenata brusca dell’economia sono aumentati
Christine Lagarde, numero uno del Fondo Monetario Internazionale, ha detto oggi che il rischio di un rallentamento più repentino nella crescita globale è aumentato e ha citato tra i maggiori pericoli per l’economia la Brexit e l’Italia. Detto questo, la recessione non è ancora dietro l’angolo.
Intervenendo al Word Economic Forum di Davos nel giorno in cui si è saputo che il Fondo di Washington ha tagliato le previsioni di crescita del PIL mondiale per il 2019 e il 2020 (allo 0,6% per quanto riguarda l’Italia l’anno prossimo) Lagarde ha invitato le autorità politiche e i leader di governo mondiali ad affrontare i punti deboli delle economie nazionali. In particolare è prioritaria riduzione del debito pubblico governativo.
Breaking news
Il presidente Donald Trump ha annunciato che i produttori di farmaci generici avranno due anni per trasferire la produzione negli Stati Uniti, altrimenti dal 2028 dovranno affrontare un dazio del 100% sulle importazioni. Questa misura potrebbe aumentare i costi per i produttori e causare un incremento dei prezzi e possibili carenze di trattamenti generici.
Il calo dei prezzi dei carburanti ha contribuito a ridurre l’inflazione nel Regno Unito al livello più basso da oltre un anno, offrendo un po’ di sollievo alle famiglie. Il nuovo Primo Ministro, Andy Burnham, ha promesso di affrontare il costo della vita. I prezzi al consumo sono aumentati del 2,6% nei 12 mesi fino a giugno, in calo rispetto al 2,8% del mese precedente.
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.