May ottiene una fragile fiducia: l’impatto sulla sterlina
Massimo Siano, co-head Southern Europe distribution di WisdomTree, non nutre grandi speranze su come verrà realizzata la Brexit, ma tutte le notizie sul fronte saranno negative per la sterlina. Sul Forex La valuta britannica si rafforzerebbe solo in caso di non uscita dall’UE ma ad oggi le probabilità sono scarse. La nota positiva, secondo Siano, è che Theresa May tiene ancora grazie alla fiducia dei Tory.
“È indubbio però – dice il manager – che il governo May rimanga comunque fragile, con un Primo Ministro che rischia di veder bocciato dal parlamento il proprio piano d’uscita a causa della forte opposizione interna al proprio partito: in quel caso la Gran Bretagna uscirebbe con un no deal, ipotesi non da escludere. Ritardare il processo di uscita non è sufficiente a tenere la sterlina su livelli elevati ma forse renderebbe il GBP meno volatile di quanto non sarebbe a seguito di una hard Brexit. Il mercato comunque è pessimista, non a caso il cambio euro-sterlina è a 0,90 – uno dei rapporti più bassi dal 1990. Solo nel 2008-2009, a seguito del contagio della crisi dei subprime, la sterlina aveva raggiunto picchi un po’ più bassi contro l’euro. La Brexit potrebbe portare la sterlina almeno alla parità con la moneta unica: dal referendum Brexit la sterlina è tra le valute più svalutate, solo la lira turca è riuscita a fare peggio”.
Breaking news
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.
Poste Italiane ha registrato ricavi record di 6,8 miliardi di euro nel primo semestre 2026, grazie a una crescita in tutte le aree di business. L’utile netto è aumentato del 4%, mentre la raccolta netta nei prodotti di investimento ha raggiunto 2,7 miliardi di euro. La strategia aziendale è stata ulteriormente rafforzata con un nuovo accordo per la distribuzione del risparmio postale e un focus sull’intelligenza artificiale.