Inflazione Usa: dati in linea ma salari salgono più delle attese, Fed in agguato
L’inflazione è cresciuta senza nessuna sorprese nel mese di ottobre negli Stati Uniti. L’indice CPI dei prezzi al consumo si è infatti espanso del +2,5% su base annuale, come era previsto. In settembre l’incremento tendenziale era stato del 2,3%. Il dato si fondo (inflazione detta ‘core’ ossia escludendo le componenti volatili come cibo ed energia) ha registrato un aumento del 2,1%. Le attese in questo caso erano per una crescita del 2,2%.
Quanto all’inflazione salariale, le retribuzioni settimanali sono aumentate dello 0,9% rispetto all’analogo periodo di un anno prima. Il mese anteriore il risultato era stato pari al +1,1%. I salari orari sono cresciuti dello 0,7% contro lo 0,5% di settembre. Dopo che i prezzi alla produzione hanno segnalato un’inflazione più surriscaldata del previsto (il rialzo mensile è stato il più accentuato in sei anni), i dati sui prezzi al consumo dovrebbero per il momento tenere al guinzaglio i falchi della Federal Reserve.

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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.