BlackRock, perquisiti uffici in Germania in relazione a indagine su elusione fiscale
Il primo gruppo di private equity al mondo, BlackRock, ha subito una serie di perquisizioni nei suoi uffici in Germania, in relazione all’inchiesta sulle presunte attività di elusione fiscale. Lo riporta il Bild tedesco precisando che le attività illecite sarebbero state compiute tra il 2007 e il 2010 mediante articolati meccanismi di scambi di titoli azionari (chiamati stripping o cum-ex). A eseguire la perquisizione sono stati gli agenti incaricati dalla procura di Colonia, che tuttavia da parte sua non ha voluto né commentare né confermare le indiscrezioni.
La vicenda interviene proprio pochi giorni dopo che il presidente del Consiglio di Vigilanza della divisione tedesca di BlackRock, Friedrich Merz si è candidato alla futura guida della Cdu, che la cancelliera Angela Merkel ha annunciato di voler lasciare. L’esponente del partito cristianodemocratico (CDU) tuttavia è entrato nel gruppo solo nel 2016, anni dopo i fatti contestati.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo