Triboo cresce nel settore del lusso: al via partnership digitale con Kiton
Triboo – Digital Transformation Factory quotata sul mercato MTA – è stata scelta da Kiton per sviluppare una serie di progetti di digitalizzazione a livello internazionale relativi alla collezione KNT.
Come si legge in un comunicato del gruppo:
“Si tratta di una partnership significativa, che permette a Triboo di rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento distintivo nel settore del fashion e del lusso. Kiton è un marchio di eccellenza della moda “made in Italy” – presente in oltre 70 paesi del mondo – che conta in totale 5 stabilimenti produttivi e circa 800 dipendenti. La linea KNT – espressione dei tessuti iconici di Kiton – è una collezione di urbanwear creata in Italia da Mariano e Walter De Matteis, terza generazione della famiglia Kiton”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.