Usa: creati meno posti di lavoro del previsto, salari in linea
Gli Stati Uniti hanno creato 134 mila posti di lavoro in settembre, meno dei 185 mila stimati e dei 270 mila del mese precedente. Il tasso di disoccupazione, in compenso, è sceso al 3,7% dal 3,9% di agosto, facendo meglio delle attese che erano per una percentuale del 3,8%. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro è rimasto invariato al 62,7%.
I salari orari medi, forse la voce del report governativo che era maggiormente attesa dal mercato per le sue implicazioni sull’inflazione salariale, hanno mostrato un incremento dello 0,3%, in linea con le stime e con il risultato di agosto (che è stato ritoccato in ribasso da +0,4%).
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.