Borse asiatiche in rosso, Tokyo resiste
Chiusura in ordine sparso per i mercati asiatici. Dopo tre sedutedi fila in rialzo, Hong Kong ha archiviato le contrattazioni odierne in rosso trascinando in terreno negativo le altre principali piazze finanziarie cinesi.
L’indice Hang Seng ha perso lo 0,89%, ovvero 252,39 punti, fermandosi a quota 28.164,05. Peggiore il risultato finale a Shanghai, dove l’indice composito ha lasciato sul terreno l’1,14% a 2.737,74 punti, mentre a Shenzhen l’indice di riferimento è calato dell’1,48 per cento.
In lievissimo rialzo invece la Borsa di Tokyo, all’ottava seduta consecutiva in terreno positivo. L’indice Nikkei ha guadagnato lo 0,09%, ossia 21,28 punti a quota 22.869,50. L’indice allargato Topix ha invece chiuso con un leggerissimo ripiegamento, -0,03% (-0,46 punti a 1.739,14).
Breaking news
Il prezzo del petrolio ha subito un’impennata a seguito di nuovi attacchi degli Stati Uniti contro l’Iran, con incertezze sull’apertura dello Stretto di Hormuz. Il Brent è salito sopra i 79 dollari al barile mentre il West Texas Intermediate si avvicina ai 75 dollari. La situazione potrebbe compromettere gli sforzi di ricostruzione delle scorte, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, riducendo le possibilità di soluzioni diplomatiche.
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (TSMC) registra un incremento del 36% nelle vendite trimestrali, segnalando una robusta domanda globale di hardware AI. Le vendite di giugno sono aumentate del 68% rispetto all’anno precedente. Il CEO C.C. Wei avverte che la domanda guidata dai clienti americani supererà la capacità produttiva per anni. Preoccupazioni persistono tra gli investitori sulle spese ingenti dei principali operatori di data center.
Apertura all’insegna della cautela per la Borsa di New York, che si muove intorno alla parità in una seduta dominata dal debutto record di un gigante dei semiconduttori
Emirates Telecom, noto anche come e& Group, ha firmato un accordo vincolante con Vega, un veicolo di acquisizione del gruppo Niel, per vendere la sua intera partecipazione in Vodafone. La vendita coinvolgerà 3,94 miliardi di azioni ordinarie e genererà proventi in contanti di circa 21,8 miliardi di dirham.