Morgan Stanley: dazi non daranno grossi problemi all’economia cinese
La guerra commerciale con gli Stati Uniti non cambierà la traiettoria dell’economia cinese verso un “soft landing”, un atterraggio morbido che sta a indicare un rallentamento graduale del suo ritmo di crescita. Lo sostiene la banca Morgan Stanley, se si è espressa per bocca del chief China economist, Robin Xing:
“Non ci aspettiamo grosse correzioni nella crescita perché pensiamo che l’impatto potenziale dai dazi sarà parzialmente ammortizzato dalle contromisure prese dai policy maker”, ha dichiarato a Cnbc l’economista, aggiungendo che l’impatto potrebbe arrivare a essere di 0,7 punti percentuali sul tasso di crescita, per effetto della distruzione delle supply chain colpite dai dazi.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.