Pil Usa: è prevista una crescita del 4%, merito degli energici tagli alle tasse
Il dato macro più atteso di giornata è quello riguardante il Pil Usa, che dovrebbe mostrare una crescita dell’attività del 4% nel secondo trimestre. Si tratta delle cifre riviste dopo quelle preliminari già comunicate. David Madden, market analyst di CMC Markets UK, ritiene che i problemi legati alla guerra commerciale non dovrebbero avere avuto un grande impatto. La stima del consensus per il Pil è del +4% dopo il +4,1% della lettura preliminare. Nel primo trimestre la prima economia al mondo ha registrato un’espansione del 2,2%.
La convinzione degli analisti è che i tagli alle tasse perentori voluti fortemente da Donald Trump abbiano iniziato a maturare i primi frutti e pertanto i livelli di crescita potrebbero essere ancora più elevati verso la fine dell’anno, rispetto a quanto visto a inizio 2018. Una prova? L’indice della fiducia dei consumatori stilato dal Conference Board ha appena toccato i massimi da fine 2000.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play