Lira turca, tonfo del 5%: pesa sempre il braccio di ferro con gli Stati Uniti
Alla riapertura dei mercati finanziari la lira turca accusa un calo del 5% circa nei confronti del dollaro Usa. A pesare sono sempre le preoccupazioni circa la contesa diplomatica tra Washington e Ankara sull’arresto di un pastore americano. L’uomo, sotto processo per terrorismo, è accusato dal governo di Erdogan di aver partecipato a un tentativo di colpo di stato nel 2016.
La lira turca ha perso circa il 40% nel 2018 e il 65% negli ultimi 12 mesi. Le politiche di indebitamento e spese allegre del presidente Tayyip Erdogan preoccupano i mercati almeno quanto il destino del pastore evangelista Andrew Brunson. Con il dollaro che si rafforza tranne che in qualche caso, come per esempio nei confronti dello yuan cinese, la lira è scesa fino in area 6,2960 lire per un dollaro, prima di riassestarsi in area 6,21. Venerdì valeva 6.
Breaking news
Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.