Sondaggio Ipsos: gli italiani promuovono Decreto Dignità, ma bocciano Jobs Act
Il decreto Dignità piace agli italiani, che bocciano invece il Jobs Act di Matteo Renzi. Sono alcuni dei risultati dell’ultima rilevazione da Ipsos per il Corriere della Sera da cui emerge che il primo provvedimento portato avanti dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio e approvato dal Consiglio dei ministri piace soprattutto agli elettori del M5s e della Lega, ma anche a più della metà degli elettori del Pd.
Il giudizio maggiormente positivo arriva sulla stretta alle imprese che delocalizzano dopo aver ricevuto agevolazioni dallo Stato: piace a tre italiani su quattro, al 92% dei grillini e al 63% dei dem. Tutt’altre percentuali quelle riguardanti invece la norma simbolo del governo Renzi sul lavoro: il Jobs Act andrebbe mantenuto così come solo per il 4% degli intervistati mentre per il 30% va smantellato del tutto e per il 43% va solo corretto.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo