Istat: Pil 2018 all’1,4% ma petrolio potrebbe farlo scendere all’1,2%
Nella migliore delle ipotesi, la crescita del Pil italiano dovrebbe attestarsi all’1,4% a fine anno. Lo indica l’Istat che pubblica ‘Le prospettive per l’economia italiana nel 2018’ precisando tuttavia che
“l’attuale scenario di previsione è caratterizzato da alcuni rischi al ribasso rappresentati da una più moderata evoluzione del commercio internazionale e da un incremento piu’ accentuato del prezzo del petrolio”.
Pertanto,
“un’evoluzione del commercio mondiale e del prezzo del petrolio più sfavorevole rispetto a quella attuale porterebbe nel 2018 a una minore crescita del Pil pari a 0,2 punti percentuali” all’1,2 per cento”.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.