Wall Street poco mossa, digerisce dati Pil
Seduta poco mossa quella di venerdì scorso a Wall Street. Gli investitori hanno digerito la prima lettura del Pil di gennaio-marzo, periodo in cui l’economia Usa è cresciuta al tasso annualizzato del 2,3% contro attese per un +1,8%. Il focus è andato sulla misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve, salita nel primo trimestre del 2,7%, dimostrazione dell’aumento delle pressioni inflative che potrebbero costringere la Fed ad alzare i tassi un totale di quattro volte contro le tre previste per il 2018.
Il DJIA ha perso 11,15 punti, lo 0,05%, a quota 24.311,19 portando a un -0,6% il bilancio settimanale. L’S&P 500 ha aggiunto 2,97 punti, lo 0,11%, a quota 2.669,91 terminando l’ottava poco mosso. Il Nasdaq Composite ha guadagnato 1,12 punti, lo 0,02%, a quota 7.119,8 ma in settimana ha perso lo 0,4%.
Breaking news
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.
Annunciato un piano di investimenti da un miliardo di dollari in Italia nei prossimi cinque anni