15:44 lunedì 9 Aprile 2018

Redditi, la classifica dei Paesi europei dove si guadagna di più

L’area più ricca del’Europa è quella di Londra, con un PIL superiore a 360mila euro per abitante. La Bulgaria quella più povera, dove il reddito medio è di 6.500 euro. Lo dicono i dati di Eurostat elaborati da Infodata di Il Sole 24 Ore. L’Italia è spaccata in due, con Milano che si afferma come provincia più ricca del Paese e supera città come Madrid (ma non Parigi, Amsterdam, Oslo, Praga, Varsavia e Bruxelles) e aree di depressione con redditi molto inferiori. In particolare quella di Napoli risulta più povera della Polonia, così come la provincia di Medio Campidano in Sardegna e quella di Agrigento in Sicilia.

Breaking news

12/06 · 16:33
Wall Street apre in positivo: Dow Jones guadagna lo 0,58%

A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.

12/06 · 15:09
Ford richiama 255mila auto negli Stati Uniti per problema alla valvola di spurgo

La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.

12/06 · 09:58
Borsa di Tokyo in forte crescita: Nikkei chiude a +2,81%

La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.

12/06 · 08:49
Nagel: Bce può alzare ancora i tassi a luglio

La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo

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