Petrolio schizofrenico: alti e soprattutto bassi dopo i dati sulle scorte
Le scorte di petrolio Usa deboli rispetto a quelle dell’associazione nazionale API e i dati sulla produzione hanno ridato spinta ai prezzi sul mercato delle materie prime dopo lo sbandamento e l’estensione delle perdite successivo alla pubblicazione dei numeri dell’American Petroleum Institute, ma lo slancio è durato lo spazio di qualche minuto e al momento i valori del greggio sono tornati a cedere terreno. Le scorte di greggio Usa comunicate dal governo federale hanno mostrato un incremento di 1,64 milioni, meno del +5,321 milioni dell’API, ma più delle attese, che erano per una variazione di 850 mila unità . L’offerta di cushing in Usa è stata la maggiore da marzo 2017 (+1,804 milioni contro il rialzo di 1 milione atteso).
Il risultato è di prezzi del petrolio sull’ottovolante nelle piattaforme di trading Usa. Il Dipartimento dell’Energia americano ha riportato un aumento minore di quello comunicato dall’API delle scorte di petrolio settimanali. I prezzi dei contratti WTI hanno ignorato inizialmente il fatto che la produzione di greggio in Usa abbia raggiunto i nuovi massimi record. Ai suoi livelli più alti di giornata il future WTI ha toccato i 65,13 dollari al barile, mentre ai minimi si è assestato in ara 64,27. Una bella oscillazione di prezzo di 84 centesimi (vedi grafici). Tornano a farsi sentire le paure di un’offerta in eccesso.


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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocitĂ per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.