Fitch alza le stime sul Pil italiano per il biennio 2018-2019
Fitch più ottimista sull’economia italiana. L’agenzia di rating statunitense ha migliorato le sue stime sul Pil previsto in crescita dell’1,5% per il 2018 e dell’1,2% per il 2019, in rialzo in entrambi i casi di due decimi di punto rispetto alle precedenti stime. Nel suo ultimo report, l’agenzia, pur segnalando che il Belpaese nel quarto trimestre 2017 è cresciuto di un decimo di punto al di sotto delle sue previsioni, mette in evidenza:
“Nonostante la decelerazione nella crescita trimestrale, il momento ciclico rimane positivo, spingendoci ad aggiornare le nostre previsioni per quest’anno e per il prossimo. Noi ora prevediamo che l’economia si espanda dell’1,5% nel 2018 e nel 2019, rappresentando un aumento di 0,2 punti base in entrambi gli anni”.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play