Terremoto sul mercato degli strumenti legati alla volatilità: saltano i primi fondi
Dopo l’impennata clamorosa della volatilità fino anche a 50 punti, sui mercati c’è il timore che gli emittenti di fondi che speculano al ribasso sul VIX ricorrano alla liquidazione. Stanno infatti saltando i primi fondi che ricalcano la performance della volatilità, ma all’inverso. Gli sponsor e gestori dei fondi hanno il potere di chiudere l’attività per evitare vendite massicce che determinino un valore negativo. Molti investitori hanno perso già tanti soldi e rischiano di non poterne recuperare altri. Anche se l’indice della paura ora si sta riassestando in area 25, il danno è già stato fatto.
Credit Suisse è stata tra le prime a ricorrere alla misura estrema e annunciare la chiusura del fondo che rispecchia l’andamento al contrario della volatilità. La banca svizzera, che perdeva anche il 6% oggi in Borsa a un certo punto, ha annunciato che “terminerà” le attività del fondo XIV il 21 febbraio e che gli investitori otterranno in cambio l’equivalente in denaro dell’ultimo valore di chiusura. Non si tratta di una grossa somma: il net asset value è crollato da 108,36 a 4,22 dollari.
In Svizzera si ha notizia dell’imminente chiusura di un altro fondo che speculava al ribasso sul VIX. Anche un fondo gestito da Horizons, in Canada, è saltato e non è più consentito ritirare denaro. Si tratta dell’S&P 500 VIX Short-Term Futures Daily Inverse ETF, che scambia alla Borsa di Toronto con il ticker HVI e che corrisponde all’andamento giornaliero opposto all’indice future S&P 500 VIX Short-Term. La decisione di interrompere l’attività è stata presa dopo il crollo nell’after-hours di ieri. Dopo un crollo improvviso, anche l’indice ProShares VIX Short-Term (ticker SVXY) è stato bloccato in attesa di una comunicazione.

Breaking news
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato la conclusione positiva della prima emissione del BTP Italia Sì. Il nuovo titolo di Stato, indicizzato all’inflazione nazionale e pensato per la tutela del risparmio, ha registrato una solida domanda
Nel primo trimestre del 2026, i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie italiane hanno registrato un aumento annuo del 5,2%, secondo le stime preliminari dell’Istat. Questo incremento è stato influenzato dalla crescita dei prezzi delle abitazioni nuove, mentre il ritmo di crescita delle abitazioni esistenti ha rallentato leggermente.
La Borsa di Tokyo ha chiuso in positivo, con l’indice Nikkei che ha raggiunto un nuovo massimo storico. I rialzi sono stati sostenuti dai titoli elettronici e industriali, mentre si osserva cautela per l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.
Il prestito obbligazionario ha una durata di 36 mesi e riconosce un tasso di interesse fisso annuo pari al 6,50%, con pagamento di cedole trimestrali