Bitcoin ancora in crisi: sotto 8mila dollari per la prima volta dal 24 novembre
Il prezzo del Bitcoin è sceso sotto gli 8.000 dollari: è la prima volta dal 24 novembre. La valuta digitale, sempre molto volatile, è scesa in area 7.695,10 dollari stando ai dati di CoinDesk che fa una media dei valori registrati sulle piattaforme di trading principali (Bitstamp, Coinbase, itBit, Bitfinex). Una serie di pareri negativi di analisti e autorità politiche e di regolamentazione dei mercati contro le criptovalute come il Bitcoin, criticate per le attività dubbie e criminali associate con il mondo delle valute digitali.
Due sono le ultime notizie che pesano sui prezzi del Bitcoin: il ministro delle Finanze indiano Arun Jaitley ha usato il suo discorso in parlamento sul piano di bilancio per attaccare le criptovalute e ha promesso che il suo governo di destra “farà di tutto pur di impedire l’utilizzo di Bitcoin e altre monete digitali in attività illecite”. L’altra notizia riguarda l’indagine aperta in Usa contro Tether: la valuta considerata più stabile delle rivali perché progettata per non oscillare di valore. Gli utenti si chiedono però se Tether stia dicendo la verità quando afferma che a ogni unità in circolazione corrisponde un dollaro Usa detenuto in riserva.

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.