Riforma fiscale Usa mette ko utili di Ubs
La recente riforma fiscale degli Stati Uniti mette ko gli utili della Ubs. La banca svizzera Ubs ha annunciato oggi un calo dell’utile netto del 63% nel 2017 a 1,16 miliardi di franchi svizzeri da 3,2 miliardi trascinato dalla consistente perdita di 2,2 miliardi di franchi svizzeri nel quarto trimestre.
Escludendo l’accantonamento di 2,9 miliardi che la banca ha dovuto includere nei suoi conti con la riforma, il risultato netto dell’ultimo trimestre sarebbe ammontato a 641 milioni. La banca ha anche reso noto di aver alzato il dividendo dell’8% a 0,65 franchi svizzeri e di aver avviato un programma di buy back triennale fino a 2 miliardi di franchi precisando di stimare per il 2018 un riacquisto di titoli propri per 550 milioni.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.