Usa, per i prezzi alla produzione un rialzo superiore alle stime
L’indice dei prezzi alla produzione ha evidenziato una variazione positiva dello 0,4% negli Stati Uniti, un risultato in sintonia con la lettura precedente e superiore alle previsioni di mercato, che erano per un incremento dello 0,1%.
Dai dati pubblicati dal Dipartimento del commercio Usa per il mese di ottobre è emerso che anche la versione di fondo dell’indice dei prezzi alla produzione (quella cosiddetta “core” che esclude le componenti volatili come cibo ed energia) è aumentata dello 0,4%, ricalcando pure in questo caso il computo di settembre. Il mercato puntava su un rialzo dello 0,2%.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo