Brexit, Ubs potrebbe spostare 250 posti di lavoro da Londra
Sono meno di quelli inizialmente temuti, mille, ma Ubs sarebbe comunque intenzionata a rimuovere da Londra almeno 250 persone come conseguenza della Brexit. Lo confermano persone a conoscenza dei fatti al Financial Times. I “chiarimenti regolatori” degli ultimi mesi, aveva fatto sapere il ceo Sergio Ermotti hanno giocato a favore del mantenimento di buona parte dei membri del personale dati in un primo tempo come sul punto di fare le valigie. Attualmente Ubs impiega 5mila persone a Londra, ma le cifre sulle possibili partenze sono ancora ufficiose.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.