Usa, indice PMI manifatturiero ai massimi da gennaio. Per UBS è un “fake”
L’indice PMI del settore manifatturiero statunitense ha fatto meglio delle attese in ottobre. Il settore manifatturiero ha registrato un’espansione a 54,5 punti, più dei 53,5 stimati e ai massimi da gennaio. Il dato di settembre è stato pari a 53,1. La componente dell’occupazione si è portata sui massimi da giugno del 2015 (a 55,1 punti contro i 54,3 previsti).
L’indice PMI dei servizi si è attestato a 55,9 punti sempre in Usa, contro i 55,2 stimati e dopo i 55,3 del mese precedente. L’indice PMI composito è salito ai livelli più alti da gennaio, in area 55,7. In settembre il risultato era stato di 54,8. I dati non hanno però convinto il chief economist di UBS Pual Donovan, secondo cui il rapporto tra la realtà e i sondaggi PMI è sempre più dissociato.
“Gli investitori dovrebbero chiedersi: quand’è stata l’ultima volta che ho risposto a un sondaggio” PMI prima di giudicare i dati come cartina al tornasole dello stato di salute dell’economia? Al commento Donovan ha associato l’hashtag #Fakeconomics.

Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo