Ricavi Procter & Gamble deludono le stime, titolo venduto in Borsa
Il gigante dei beni al consumo Procter & Gamble ha chiuso il trimestre con un fatturato deludente. Procter & Gamble, che di recente ha ottenuto una vittoria importante contro il gestore di fondi hedge Nelson Peltz, il quale aveva lanciato un blitz per assumere maggiore controllo nel board della società , ha chiuso il primo trimestre dell’esercizio fiscale con un incremento dell’1% dei ricavi a $16,65 miliardi. Gli analisti interpellati da Thomson Reuters si aspettavano un risultato pari a 16,9 miliardi di dollari.
Il titolo del gruppo dei rasoi Gillette cedono l’1,2% nel preborsa ma sono in progresso di quasi il 9% da inizio anno. In confronto i future sui principali indici di Wall Street dicono che l’avvio sarà positivo, con la Borsa americana che punta ad allungare a cinque la striscia di sedute di fila consecutive in rialzo.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.