FCA traina Milano in ribasso: investitori istituzionali si posizionano prima dei conti
Alla Borsa di Milano, in calo dell’1,33% quando manca poco più di un’ora alla chiusura delle contrattazioni, si fa sentire il calo di più del -5% di FCA, peggiore titolo di giornata al momento a Piazza Affari. Le altre Borse europee scambiano tutte in calo di più dello 0,7% ma il Ftse MIB è il peggiore tra i grandi. La casa automobilistica italo americana, dicono i trader, risente di due pesanti ordini dagli investitori istituzionali, che si sono mossi in attesa dei conti fiscali di martedì.
Sul fronte dei rialzi continua a muoversi in controtendenza invece Unipol (+1,8%) dopo che JP Morgan ha avviato la copertura sul titolo con giudizio overweight e target price a 5 euro. Tiene bene anche UnipolSAI (+0,8%). Poco variate le utilities e Atlantia (-0,2%), la cui offerta è ritenuta da Abertis positiva, ma pur sempre migliorabile nel prezzo dopo la contro proposta di Acs.
Breaking news
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati asiatici, con un calo del prezzo del petrolio che ha incentivato gli investitori. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un incremento dello 0,5%, mentre la Borsa di Shanghai ha chiuso con un aumento dell’1,61%.
I mercati dell’oro e dell’argento registrano un significativo rialzo, con l’oro spot che guadagna il 2,3% e l’argento spot che sale del 3,4%. Questo aumento è dovuto al rinnovato appetito per il rischio, seguito dall’accordo tra Stati Uniti e Iran e dalla prospettiva di riapertura dello Stretto di Hormuz.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.
Christine Lagarde, Presidente della Bce, ha evidenziato come l’aumento dei prezzi energetici stia influenzando l’economia con effetti di secondo livello sempre più evidenti